Cos’è il trattamento di fine rapporto?

Ci sono aspetti del tuo contratto di lavoro che devi conoscere bene per affrontare ogni aspetto della tua relazione professionale. Ad esempio? Ecco una definizione chiara del TFR. Vale a dire il trattamento di fine rapporto nota anche come liquidazione.

Ci sono aspetti fondamentali del contratto di lavoro che permettono di tutelare al meglio la tua persona, le competenze e l’operato che hai svolto in un determinato periodo di tempo. Ad esempio? Oggi possiamo parlare del trattamento di fine rapporto.

Vale a dire la liquidazione del dipendente quando termina la collaborazione con un datore di lavoro. Il trattamento di fine rapporto o TFR è regolato dalla legge n. 297 del 29 maggio 1982 che ha riformato la precedente denominazione di questo istituto noto come indennità di anzianità o indennità di servizio. Cosa sapere in più rispetto a questo tema così importante per chi ha un contratto di lavoro?

Cos’è il trattamento di fine rapporto?

Il TFR o liquidazione è un salario extra che viene elargito al lavoratore subordinato nel momento in cui lascia il suo posto di lavoro. Ci sono dei limiti al conferimento di questo benefit? In realtà no, se è previsto dal contratto di riferimento resta un diritto.

Il trattamento di fine rapporto si consegna in qualsiasi caso, nel momento in cui si va in pensione ma anche quando si viene licenziati o si assiste a un processo di dimissioni volontarie. Il trattamento di fine rapporto si calcola in base al numero di anni trascorsi sul posto di lavoro e si determina con un’operazione precisa.

Da leggere: come si definisce la pensione?

Come si calcola il TFR, ecco un esempio

Per sintetizzare, il TFR o liquidazione si ottiene in un modo piuttosto semplice: si somma la retribuzione dei 12 mesi e dividi per 13,5. Poi bisogna gestire e aggiornare l’indice di rivalutazione per aggiustare la cifra rispetto all’inflazione.

Nella pratica il processo è più delicato. Facciamo un esempio pratico e ipotizziamo che Carlo Bianchi percepisca 16.000 euro lordi ogni 12 mesi. Il primo anno si avrà:

16.000/13,5: 1.185

Quindi, la liquidazione sarà di 1185 euro per i primi 12 mesi di lavoro. Secondo anno, stipendio invariato. Alla cifra di 1185 euro si applica un tasso fisso pari al 1,5% più il 75% dell’aumento dell’indice ISTAT per adeguare il contributo all’inflazione.

Alla fine del secondo anno avrai due somme della liquidazione più un adeguamento per fare in modo che la somma sia allineata all’aumento del prezzo della vita.

Il trattamento di fine rapporto in busta paga

Il TFR viene calcolato sul lordo perché è prevista una tassazione, inoltre bisogna applicare un’aliquota IRPEF anche su questa somma.

trattamento di fine rapporto

Per avere una definizione di come viene calcolato il TFR e la relativa liquidazione annua puoi dare uno sguardo alla busta paga: qui c’è tutto quello che devi sapere.

E puoi anche renderti conto di quanto hai maturato e ti spetta nel momento in cui andrai in pensione o lascerai il posto di lavoro. Ma deve essere per forza così?

Posso chiedere anticipo della liquidazione?

Così come puoi anticipare la tredicesima, il TFR non deve aspettare per forza la sua maturazione definitiva per essere elargito. Il trattamento di fine rapporto è una tua proprietà. Quindi è un diritto del lavoratore che può chiederne l’anticipo.

Questo passaggio viene definito dall’art.2120 del Codice Civile che individua una serie di punti essenziali per poter chiedere l’anticipo del TFR a norma di legge.

“In ogni caso di cessazione del rapporto di lavoro subordinato, il prestatore di lavoro ha diritto ad un trattamento di fine rapporto”.

Questo è il principio regolatore della liquidazione. Il Codice Civile lascia anche delle indicazioni chiare rispetto a come si può ottenere l’anticipo del TFR e a chi può farlo. I requisiti sono:

  • Rapporto lavorativo continuativo di minimo 8 anni.
  • Massimo 70% dell’importo del TFR maturato.
  • Si può chiedere solo una volta.

Alcuni contratti di lavoro hanno delle condizioni più vantaggiose per l’anticipo del TFR. In ogni caso, a differenza di tanti finanziamenti come il prestito personale o la cessione del quinto, devi dimostrare e motivare a cosa serve la somma. Le opzioni:

  • Spese sanitarie per terapie.
  • Interventi straordinari.
  • Acquisto della prima casa.
  • Acquisto dimora per i figli.

Il tutto ovviamente deve trovare riscontro nei documenti ufficiali. Questo significa che l’anticipo del TFR non può essere chiesto per qualsiasi scopo (tipo una vacanza o l’acquisto di una nuova auto) e non senza un giustificato motivo.

Da leggere: come ottenere un prestito senza busta paga

TFS se sono un dipendente pubblico

Certo, in questo caso però parliamo di TFS. Vale a dire il trattamento di fine servizio. Questa voce comprende delle valutazioni diverse come, ad esempio, l’indennità di buonuscita (IBU), il premio di servizio (IPS) e quella di anzianità (IA) rivolta ai dipendenti degli Enti Pubblici. Come accedere facilmente a questi anticipi?

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Silvio Parisella

Sono un agente finanziario e business coach. Mi occupo di prestiti dal 2006, mi sono specializzato nel prodotto cessione del quinto per dipendenti e pensionati. Ho finanziato migliaia di clienti in tutta Italia.
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